Vaccinazioni: perché sono un pericolo

dr Mercola 23 agosto 2009

(www.mercola.com)

Traduzione di Cristina Bassi www.thelivingspirits.net

 

Avviso importante. Si consigliano caldamente i genitori di documentarsi sugli effetti (e l’utilità) del vaccino che il Ministero della "Sanità" ci sta proponendo, prima di permettere che il delicato sistema nervoso dei loro bambini (e quello degli adulti in generale) sia violato dai forti inquinanti presenti nel vaccino stesso. rl

 

Perchè le vaccinazioni sono un pericolo per il corpo?

Si presume che una vaccinazione ci aiuti a costruire immunità nel nostro sistema nei confronti di organismi potenzialmente dannosi che causano malessere e malattia. Tuttavia il nostro sistema immunitario è già programmato per ciò, in risposta ad organismi che invadono il corpo. 

 

La maggior parte degli organismi che generano malattie entra nel corpo attraverso le mucose del naso, della bocca, del sistema polmonare o del tratto digestivo.

Queste membrane mucose hanno un loro sistema immunitario, chiamato IgA (1).

Questo è un sistema di protezione diverso da quello attivato quando il vaccino viene iniettato nel corpo.

 

Il sistema IgA è la prima linea di difesa del corpo.

La sua funzione è combattere gli organismi invadenti nei loro punti d’ingresso, riducendo o addirittura eliminando il bisogno di attivare il sistema immunitario del corpo.

 

Quando s’inietta un vaccino nel corpo e, soprattutto, quando questo lo si combina ad un immuno-adiuvante come lo squalene (2, vedi sotto), il sistema immunitario IgA viene bypassato  e il nostro sistema immunitario va su di giri in risposta alla vaccinazione.

 

Gli ingredienti

I maggiori ingredienti in un vaccino sono i virus morti e quelli vivi che sono stati attenuati (cioè, indeboliti e resi meno nocivi).

I vaccini contro l’influenza contengono anche un numero di tossine chimiche, incluso:
il glicole etilenico (antigelo), la formaldeide,il fenolo (acido carbolico) e antibiotici come
neomicina e streptomicina.

 

In aggiunta ai virus e ad altri additivi, molti vaccini contengono anche immuno-adiuvanti come l’alluminio e lo squalene.

L’immuno-adiuvante aggiunto al vaccino ha lo scopo d’aumentare (l’effetto “turbo”…) la risposta immunitaria alla vaccinazione. Gli adiuvanti fanno si che il sistema immunitario iperreagisca alla introduzione dell’organismo contro il quale si è stati vaccinati.

 

Questi adiuvanti si suppone che facciano il lavoro più velocemente (ma certamente non in modo innocuo). Gli adiuvanti riducono la dose del vaccino quindi, tanto meno sarà il vaccino richiesto per ogni individuo, tanto più dosi individuali saranno disponibili per le campagne di vaccinazione di massa. 

 

Nei vaccini contro la febbre suina ci saranno immuno-adiuvanti?

Il governo USA ha contratti con molte case farmaceutiche per sviluppare e produrre vaccini contro la febbre suina. Almeno due di queste aziende, la Novartis e la GlaxoSmithKline, stanno usando un adiuvante nei loro vaccini H1N1.

 

Cosa fa l’adiuvante squalene ai topi

Adiuvanti di vaccini su base oleosa come lo squalene, a lungo raggio temporale non hanno dimostrato di produrre risposte immunitarie concentrate e ininterrotte (4). 

Inoltre, una ricerca del 2000 pubblicata nell’American Journal of Pathology ha dimostrato che una singola iniezione dell'adiuvante squalene sui topi, ha attivato “una infiammazione cronica, mediata immunologicamente sull’articolazione”, altresi nota come artrite reumatoide (5)

 

Cosa fa lo squalene agli esseri umani

Il nostro sistema immunitario riconosce lo squalene come una molecola d’olio indigena del corpo. Essa si trova in tutto il sistema nervoso e nel cervello. Infatti, si può consumare squalene in olio d’oliva. Il sistema immunitario non solo la riconosce, ma si avvale anche delle sue proprietà antiossidanti.

 

La differenza tra “squalene buono” e “squalene cattivo” dipende dal metodo attraverso il quale essa entra nel corpo.

L’iniezione è una via d’ingresso anormale, che incita il sistema immunitario ad attaccare tutto lo squalene nel corpo, non solo quello contenuto nell'adiuvante.

 

Il sistema immunitario, quindi, tenterà di distruggere la molecola ovunque la trovi, inclusi i luoghi dove è vitale per la salute del sistema nervoso (6)

I veterani della Guerra del Golfo che hanno contratto la sindrome che porta questo nome (Gulf War Syndrome:GWS) ricevettero vaccini all’antrace che contenevano squalene (7)

 

L’MF59 (l'adiuvante allo squalene della Novartis, ora usato nel vaccino contro la febbre suina) fu un ingrediente NON approvato nei vaccini sperimentali all’antrace e da allora è stato collegato alle malattie devastanti e autoimmuni di cui soffrono molti veterani del Golfo (8).

 

Il ministero della Difesa (USA ndt) fece di tutto per negare che lo squalene fosse veramente un inquinante nel vaccino all’antrace somministrato al personale militare nella guerra nel Golfo Persico – schierato o meno.

 

Tuttavia, la FDA (Food and Drug Administration, ndt) scoprì la presenza di squalene in certi lotti di prodotto AVIP (= programma di vaccinazione per l’immunizzazione all’antrace).  .

Una ricerca condotta al Tulane Medical School e pubblicata nel numero di febbraio 2000 di Experimental Molecular Pathology, include queste statistiche allarmanti:

 

“ …la maggioranza sostanziale (95%) dei pazienti che svilupparono la Sindrome della Guerra del Golfo (Gulf War Syndome - GWS) aveva anticorpi verso lo squalene. Tutti (100%) i pazienti GWS immunizzati per il servizio “Tempesta nel Deserto” anche non impiegati sul campo di battaglia, ebbero gli stessi segni  e sintomi di quelli che lo furono, ovvero anticorpi allo squalene (9).

 

Secondo la dr Viera Scheibner, in precedenza eminente ricercatore scientifico per il governo australiano:

“…questo adiuvante [lo squalene] contribuì alle reazioni a cascata chiamate "Gulf War Syndrome,"  (sindrome della Guerra del Golfo) documentate nei soldati coinvolti nella Guerra del Golfo.

I sintomi da loro sviluppati includevano: artrite, fibromialgia, adenopatia, irritazioni cutanee fotosensitive, fatica cronica, emicranie croniche, perdita abnorme di peli, lesioni cutanee non guaribili, ulcere da afte, vertigini, debolezza, perdita di memoria, attacchi epilettici, cambi di umore, problemi neuropsichiatrici, effetti antitiroidei, anemia, alto tasso di sedimentazione degli eritrociti, lupus eritematoso sistemico, sclerosi multipla, fenomeno di Raynaud, sindrome di Sjorgren, diarrea cronica ecc.” (10)

 

La scienza è latitante

Non esiste al presente una scienza medica che possa garantirci la sicurezza dei vaccini.

La scienza e i promotori di vaccini (che include, forse, anche il vostro medico di fiducia), non conoscono le loro conseguenze a lungo termine sulla nostra salute e su quella dei nostri figli. Studi su pazienti controllati sono durati mediamente solo due settimane.

 

Eppure, malattie autoimmuni come quelle viste nella sindrome del Golfo spesso necessitano di anni prima di venire diagnosticate, causa la vaghezza dei sintomi iniziali. Lamentele circa emicranie, fatica e dolori cronici sono sempre sintomi di malattie e disturbi seri.

 

Cosa si può fare per la prevenzione:
Prendersi cura della propria salute per eliminare il rischio di contrarre influenza.

La chiave ovviamente è tenere il proprio sistema immunitario in buona salute.

Ecco alcuni promemoria in tal senso, che il dr Mercola segnala: 

 

- Eliminare gli zuccheri. Il consumo di zucchero ha un effetto immediatamente debilitante

sul sistema immunitario.

- Prendere Omega 3 di buona qualità.

- Fare esercizio fisico.

- Avere un livello ottimale di Vit D, la cui carenza causa anche i malesseri influenzali stagionali; un buon livello di questa vitamina permetterà di combattere le infezioni. 

- Dormire molto e con qualità.

- Gestire lo stress in modo efficace, se c’è eccesso di stress il corpo non sarà in grado di fronteggiare le infezioni.

- Lavarsi le mani, ma non con un sapone antibatterico;

usare un sapone naturale senza sostanze chimiche.

Traduzione di Cristina Bassi

www.thelivingspirits.net

Fonte dell’articolo:
http://articles.mercola.com/sites/articles/archive/2009/08/04/Squalene-The-Swine-Flu-Vaccines-Dirty-Little-Secret-Exposed.aspx

 

Related Links:
 
Adverse Effects Of Adjuvants In Vaccines

  Mercury In Vaccines Was Replaced With Something Even MORE Toxic
  Study Suggests Link Between Vaccines, Gulf War Illnesses

 


(1) Ig è l’abbreviazione di immunoglobulina.

Dette anche anticorpi, le immunoglobuline sono proteine presenti nel sangue. Ne esistono cinque tipi (IgA, IgD, IgE, IgG e IgM) Le IgA sono gli anticorpi particolarmente presenti nelle secrezioni (saliva, lacrime, muchi, ecc.). In quanto tali costituiscono una barriera che le mucose oppongono ad un agente infettivo che vuole introdursi nel nostro organismo.

(2) Lo squalene è anche implicato nella debilitazione della sindrome del Guerra del Golfo ( Gulf War Syndrome and squalene ).

(3) Meryl Nass, M.D., July 3, 2009 http://anthraxvaccine.blogspot.com/2009/07/h1n1-vaccines-with-novel-adjuvants.html

(4) Rense.com, Vaccines, Autism, and Gulf War Syndrome, August 15, 2005.

(5) The American Journal of Pathology, the Endogenous Adjuvant Squalene Can Induce a Chronic T-Cell-Mediated Arthritis in Rats, 2000.

(6) Vaccination Liberation, Adjuvant Index Page http://www.vaclib.org/basic/adjuvants.htm

(7) Autoimmune Technologies, News Release: SQUALENE FOUND IN ANTHRAX VACCINE, http://www.autoimmune.com/SqualeneInVaccine.html

(8) http://www.autoimmune.com/GWSGen.html

(9) ScienceDirect.com, Experimental and Molecular Pathology, Volume 68, Issue 1, February 2000, Pages 55-64 http://www.sciencedirect.com/

(10) Adverse Effects of Adjuvants in Vaccines, by Viera Scheibner, Ph.D., 2000. http://www.whale.to/vaccine/adjuvants.html

 

Da:

http://www.thelivingspirits.net/php/articolo.php?lingua=ita&id_articolo=177&id_categoria=14&id_sottocategoria=63

 

 

Influenza e vaccinazioni obbligatorie. Etica suina?

Articolo tratto da Terranauta

 

Il mondo si prepara a vaccinare milioni di individui. Si parla di vaccinazione consigliata, ma anche di vaccinazione obbligatoria. Informazioni contraddittorie si susseguono quotidianamente nei vari media. Ma nessuno sembra porsi una domanda elementare: chi ha il potere di decidere sul nostro corpo?

di  Valerio Pignatta


La campagna mediatica terroristica inscenata in queste settimane sull'influenza AH1N1 è sconcertante sotto molti punti di vista.

Obiettivamente, se si è curiosi e si vanno a cercare le notizie per provare a mettere insieme un quadro ragionevole della situazione si trova subito una mole di dati notevolmente contraddittori tra loro.

Se alcune fonti parlano di difficoltà di infezione e trasmissione del virus (per le sue caratteristiche biologiche) altre invece puntano il dito proprio sulla estrema facilità di contagio che provocherebbe "danni" quindi sulla quantità di popolazione infettata. Se leggiamo che la mortalità è bassa e simile o addirittura inferiore a quella di un'influenza stagionale altri però sottolineano che potendosi verificare un contagio più esteso di conseguenza ci sarà un numero di vittime superiore al solito.

Se alcuni ci parlano di un vaccino che risolverà la questione, altri ci dicono pure che questo vaccino è sviluppato basandosi su ceppi influenzali identificati nel maggio scorso. E, come ci dicono altre fonti istituzionali autorevoli, il pericolo del virus sta nel suo cambiamento.

Se ora è più o meno inoffensivo, la mutazione naturale che ogni virus compie nel suo ciclo biologico potrebbe renderlo molto più aggressivo e mortale. Sorge quindi la domanda sull'utilità del vaccino basato sul virus precedente. Che ce ne facciamo poi? Senza contare che ci sono anche altri medici che sostengono che vaccinare senza aver sottoposto il vaccino stesso a un periodo di controllo e farmacovigilanza (sugli effetti collaterali), così come dovrebbe essere per legge, può essere anche più rischioso del contrarre la malattia influenzale.

E mi fermo qui senza approfondire le analisi di cospirazionisti vari che parlano di terrorismo indotto finalizzato al business delle cause farmaceutiche o addirittura di tentativo di riduzione della popolazione mondiale per motivazioni più o meno eugenetiche o ecologiche da parte di gruppi di potere planetari...


Uomo e maiale si guardano. Un simbolico specchio filtrato da mascherina?Ovviamente la creatività umana ferve sempre. E attualmente non è dato di sapere da che parte stia la verità. Le multinazionali e i poteri forti dello Stato sono diventati davvero molto bravi nei depistaggi delle reali motivazioni che muovono rappresentazioni teatrali di portata planetaria come questa.

Oppure, se vogliamo essere più buoni, altra ipotesi, la diffusa psicolabilità e fragilità individuale è diventata paranoia e disturbo maniacale di un'intera società e i meccanismi che essi sono in grado di scatenare sfuggono anche al controllo dei media e delle istituzioni stesse. La gente vuole il vaccino, vuole salvarsi dall'angelo sterminatore che viene. E allora diamoglielo.

Tutto nel frattempo, infatti, procede a spron battuto verso la vaccinazione obbligatoria o quasi. E milioni di dosi del farmaco vengono prenotate dai governi presso le case farmaceutiche per garantire protezione alla propria popolazione.

Ci sono però alcune riflessioni di fondo che mi pare nessuno faccia. Sono molto semplici e sembrano tuttavia rimosse dal contemplare umano occidentale.

Una è di chi è il corpo che portiamo in giro. Ossia nessuno si pone la domanda se sia lecito o meno che uno Stato o un'organizzazione internazionale abbiano il potere di decidere sul nostro organismo al di sopra della volontà di chi lo incarna, in tutti i sensi che gli vogliamo attribuire a seconda delle nostre credenze filosofiche e/o religiose.La cosiddetta questione etica, tanto dibattuta in altri ambiti scientifico-sanitari, di fronte al terrore abilmente indotto svanisce. Virale o no, mortale o no, quello su cui tutti sorvolano è perché mai qualcuno dovrebbe decidere per noi. Al giorno d'oggi può sembrare addirittura un'affermazione eretica, ma la libertà di decidere come morire o guarire (e cosa rischiare o meno) credo dovrebbe essere solo nostra e di nessun altro. Ci sono dei padroni anche della nostra vita? A chi la diamo in mano? A qualche ministro o sottosegretario di turno? Li conosciamo? Sono affidabili? (si prega di trattenere le risate sguaiate).La libertà di scelta terapeutica sarebbe un paletto imprescindibile di una società veramente democratica. E questa libertà dovrebbe essere esercitata sulla base di un'informazione veramente libera e indipendente che offra, attraverso sue istituzioni sganciate da qualsiasi potere di controllo politico od economico, una notevole quantità di dati coi quali ognuno si possa costruire le proprie opinioni personali e compiere le proprie scelte nel rispetto degli altri.

E qui non si dica che tali responsabilità che abbiamo nei confronti degli altri sono le medesime che indurrebbero alla vaccinazione coatta. È un ragionamento di dubbia onestà. Questa motivazione viene solitamente finalizzata a coprire solo determinate categorie di situazioni normali dell'esistenza.


Solo per fare un esempio, quando saliamo in macchina e partiamo baldanzosi in autostrada per il fine settimana abbiamo molte più possibilità di uccidere o ferire qualcuno (o noi stessi e i nostri cari) che non contagiandoli con un'influenza. Però nessuno penserebbe mai di impedirci di usare le nostre amate auto, strumenti di guerra e di morte come non pochi.

Nel nostro paese ci sono tra i 5000 e i 7000 morti l'anno per incidente stradale, senza calcolare chi rimane rovinato per la vita e senza contare chi svilupperà un cancro dall'inalazione di particolato e sostanze chimiche emessi dai tubi di scappamento delle nostre auto. Eppure questo è assolutamente funzionale al sistema e non viene messo certo in discussione. Circolate, circolate che il PIL sale... Ed è solo un esempio.

Ovviamente questo è un terreno difficoltoso su cui muoversi. È il terreno della riappropriazione della propria dignità e autopadronanza in quanto esseri umani liberi.

E non è una libertà che nuoce alla collettività. Le soluzioni per evitare di nuocere agli altri con i nostri comportamenti "individualistici" possono essere veramente moltissime e più lungimiranti di quelle attuali utilizzate per coartare. Dall'allevamento di animali in condizioni di salute e igiene superiori (evitando di originare virus) al declassamento del denaro nella classifica di importanza dell'esistenza umana (fine del business per il business), dalla solidarietà inter- e intra-specie (vegetarianesimo, accudimento ecc.) alla creazione di un vero sistema sanitario preventivo sia dietetico che medico (rafforzamento del sistema immunitario ecc.).

Se è vero che la questione è senz'altro spinosa e di non facile attuazione è però altrettanto vero che in questa posizione di bisogno di indipendenza si intravede (e si sente a livello di consapevolezza interiore) un barlume di verità. Il significato di salute andrebbe ripensato sin dalle sue fondamenta, approdando a un concetto di tipo positivo in cui la malattia è vista come sofferenza umana in tutti i sensi e in tutti gli ambiti.

Mi sogno sempre più spesso di essere una bufala...Questo potrebbe aiutare nella direzione di un ridimensionamento dell'ingerenza di classi di terapeuti nella vita biologica e psicologica delle persone e di una delegittimazione della professione medica e terapeutica in generale e della sua disgregazione. Solo allora sarà possibile reinventare modalità autogestite e condivise di cura tra consulenti della salute e cittadini-pazienti protagonisti e non cavie a disposizione degli interessi più vari. La farmacrazia è un'invenzione recente ma non obbligatoria. Possiamo scegliere altre strade. Da un'etica suina a degli allevamenti di suini etici.

Maggiori informazioni e altri interessanti argomenti li troverete sul sito:

http://www.terranauta.it/

 

Ultime novità cliccate sul link sottostante:

http://www.mednat.org/vaccini/mortenellaculla.htm

La prova del danno



redazione ECplanet

La prova evidente del grave danno, provocato dai vaccini, alla salute dei bambini

Negli anni ’90 i casi di autismo registrati tra i bambini americani hanno avuto un'impennata, passando da 1 ogni 10.000 nel 1987 alla scioccante incidenza, oggi, di 1 ogni 100. Questo trend coincide con l'introduzione nel programma vaccinale nazionale di numerosi nuovi vaccini, somministrati contemporaneamente e quasi subito dopo la nascita o nei primi mesi di vita. In molte di queste dosi è presente un eccipiente poco conosciuto chiamato thimerosal, che contiene una certa quantità di mercurio e di alluminio.

La Prova del danno studia e approfondisce questa preoccupante situazione, che ha indotto molti genitori, medici, pubblici ufficiali ed educatori a parlare di una vera e propria epidemia‚ e dei bambini che ne sono colpiti. Seguendo le vicende di diverse famiglie, David Kirby racconta la loro battaglia per capire come e perché i loro figli, nati sani, sono scivolati nel silenzio e si sono perduti in disturbi di comportamento che spesso provocano anche patologie fisiche. Allarmate dalla quantità di mercurio presente nei vaccini, queste famiglie hanno cercato risposte, senza trovarle, dai loro medici, dalla scienza, dalle case farmaceutiche, rivolgendosi infine ai Centri per il Controllo delle Malattie e la Prevenzione (CDC) e alla Food and Drug Administration (FDA).

Scavando in profondità, hanno trovato anche importanti alleati all'interno del Congresso e in quel piccolo gruppo di medici e ricercatori che crede che l'aumento dell'autismo e di altre patologie sia correlato ai livelli tossici di mercurio che si sono accumulati nell'organismo di alcuni bambini. A chi si rivolge A tutti i genitori che vogliono essere consapevoli e informati sui numerosi vaccini che spesso si considera normale prassi inoculare nei bambini. A tutti quelli che desiderano scegliere con coscienza e proteggere al meglio la salute dei propri bambini.

Chi l'ha scritto David Kirby è stato collaboratore del New York Times per otto anni, occupandosi, tra le altre cose, di scienza e salute. Vive a Brooklin, New York. Cos'ha di particolare La prova del danno pone interrogativi importanti, rivela ostacoli e difficoltà impensabili che persone disperate si sono trovate ad affrontare; persone che hanno scelto di opporsi all'intreccio di potere tra governo federale, enti sanitari e giganti farmaceutici. Dagli incontri segreti tra FDA, CDC e ditte farmaceutiche alla misteriosa clausola inserita nel 2002 nel testo della legge sulla sicurezza interna, che vieta cause giudiziarie sulla questione del thimerosal, fino alle audizioni pubbliche davanti al Congresso, questo libro mostra un establishment medico deciso a negare la “prova del danno” che potrebbe confermare il legame tra l'autismo e il thimerosal nei vaccini.

Acquista subito il libro:


La prova del danno


Autore: David Kirby

http://www.macrolibrarsi.it/

Chemioterapia, no grazie !



redazione ECplanet

Quanti oncologi si curerebbero con la chemio ?
64 su 79 si dimostrano riluttanti !


Qualcuno si è mai chiesto se l'oncologo, in caso di bisogno, acconsentirebbe a farsi trattare con la chemioterapia ? Sorpresa !... Contrariamente alle nostre supposizioni - e anche se i media si guardano bene dal divulgarlo - esiste una grande sfiducia tra gli oncologi riguardo la chemioterapia. Da indagini e questionari si rileva che, ad esempio, tra gli oncologi americani 3 medici su 4 (il 75%) rifiuterebbero qualsiasi chemioterapia, a causa della sua inefficacia e dei suoi effetti devastanti per l'organismo umano.

Ecco alcune delle testimonianze di medici a riguardo :

“Il Dr. Hardin Jones, docente presso l'Università della California, dopo aver analizzato per molti decenni le statistiche relative alla sopravvivenza al cancro, ha tratto la seguente conclusione: [...] quando non sono curati, i malati non peggiorano, o addirittura migliorano”. Le inquietanti conclusioni del Dr. Jones non sono mai state confutate. [Walter Last, “The Ecologist” vol 28, n. 2, marzo/aprile 1998].

“Molti oncologi raccomandano la chemioterapia praticamente per qualsiasi tipo di tumore, con una fiducia non scoraggiata dagli insuccessi pressoché costanti”. [Albert Braverman, MD, “Medical Oncology in the 90s”, Lancet 1991, vol 337, p. 901].

“I nostri regimi più efficaci sono gravidi di rischi, di effetti collaterali e di problemi pratici. Dopo che tutti i pazienti che abbiamo curato ne hanno pagato lo scotto, solo un'esigua percentuale di essi viene ricompensata da un effimero periodo di regressione tumorale, generalmente parziale”. [Edward G. Griffin, “World Without Cancer”, American Media Publications, 1996].

“Alcuni scienziati di stanza presso il McGill Cancer Center (McGill University, Montreal, Canada) inviarono a 118 medici, esperti di cancro ai polmoni, un questionario per determinare quale grado di fiducia essi nutrissero nelle terapie che applicavano. Fu loro chiesto di immaginare di aver contratto essi stessi la malattia e quale delle sei attuali terapie sperimentali avrebbero scelto. Risposero 79 medici, 64 dei quali non avrebbero acconsentito a sottoporsi ad alcun trattamento che contenesse Cisplatino - uno dei comuni farmaci chemioterapici che applicavano - mentre 58 dei 79 reputavano che tutte le terapie sperimentali in questione fossero inaccettabili, a causa dell'inefficacia e dell'elevato grado di tossicità della chemioterapia”. [Philip Day, “Cancer: Why We're Still Dying To Know The Truth”, Credence Publications, 2000].

“Il Dr. Ulrich Abel, epidemiologo tedesco della Heidelberg/Mannheim Tumor Clinic, ha esaustivamente analizzato e passato in rassegna tutti i principali studi ed esperimenti clinici mai eseguiti sulla chemioterapia [...].Abel scoprì che il tasso mondiale complessivo di esiti positivi in seguito a chemioterapia era scioccante in quanto, semplicemente, non erano disponibili da nessuna parte riscontri scientifici del fatto che la chemioterapia riesca a prolungare in modo apprezzabile la vita dei pazienti affetti dai più comuni tipi di cancro organico”. Abel sottolinea che di rado la chemioterapia riesce a migliorare la qualità della vita, la descrive come uno squallore scientifico e sostiene che almeno l'80% della chemioterapia somministrata nel mondo è priva di qualsiasi valore. Ma, anche se non esiste alcuna prova scientifica che la chemioterapia funzioni, né i medici né i pazienti sono disposti a rinunciarvi. [Lancet, 10 agosto 1991]

Tratto dalla rivista “Scienza e Conoscenza” - http://www.scienzaeconoscenza.it/
Tratto dal libro del dottor Tullio Simoncini(oncologo): Il cancro è un fungo
Fonte: http://www.movimentoconsensus.org/
Note: questo articolo è anche stato pubblicato dal periodico disinformazione.it

Guerra al cancro ?



di: Marcello Pamio

Ecco le balle dell’oncologia !

Sempre più spesso, nei salottini-bene della tivù di regime - quei teatrini e trasmissioni create ad hoc per ingannare e illudere “il gregge disorientato” (definizione di Noam Chomsky) – sentiamo e/o vediamo i grandi luminari sottolineare pomposamente i grandissimi risultati ottenuti dalla scienza nella cura del cancro o nella prevenzione dello stesso. Senza alcun contraddittorio - d'altronde non è logico aspettarselo se lo scopo è, come è, la mera propaganda – questi grandi ricercatori affermano che per esempio “il cancro è ormai quasi sconfitto”, e che “le prospettive di vita si sono allungate grazie alle scoperte e agli screening preventivi”, che “il 50% dei malati sopravvive”, ecc.

Nessuno parla mai di “qualità” della vita, ma solo di prospettive di sopravvivenza ! Tutti sorridenti e incravattati si alternano nel tubo catodico rassicurando il mondo intero. Se effettivamente dessimo ascolto a questi signori, non dovremo preoccuparci di nulla. Uno screening, per esempio, evidenzia un tumore che non sapevamo neppure di avere, ma qual è il problema ? Gli esperti dicono, innanzitutto che abbiamo fatto bene a fare l'esame preventivo (affermando che è meglio scoprire prima possibile. Ma poi, una volta scoperto per tempo, ci sono gli strumenti adeguati ?), e poi che le probabilità di farcela se seguo la prassi ortodossa (chirurgia, chemioterapia e radioterapia) sono altissime: a parlare sono le statistiche: il 50 per cento dei malati di cancro guariscono !

Ebbene sì: il 50% dei malati di cancro guarisce ! Questa è la bandiera sventolata ai quattro venti dalla medicina oncologica. Di primo acchito questi dati sembrano dar ragione ai luminari, ma se usiamo un attimo il cervello, con l'ausilio dello strumento fornito dalla logica, troveremo delle cose molto interessanti. Affermare che il 50% dei malati guarisce, è come dire che il 50% dei malati muore. In pratica una persona su due affetta da tumore non ce la fa ! Quindi la probabilità statistica di morire e/o vivere per tumore è la stessa di lanciare in aria una moneta scommettendo su una faccia oppure sull'altra ! Sembra un po' triste, o no ?

Detto in questi termini i dati trionfalistici snocciolati dalla medicina, perdono decisamente di efficacia. Ma sapete qual è il vero problema ? Questi dati sono gonfiati, e adesso ve lo dimostro. A questo punto apro una parentesi obbligatoria, perché quanto sto per dire, non ha lo scopo e la volontà di demoralizzare ulteriormente le persone già di per sé debilitate fisicamente e psichicamente, ma viene fatto solo per onore del vero e della verità ! E comunque le statistiche qui fornite riguardano i pazienti che seguono i trattamenti ortodossi e che per questo rientrano nelle indagini epidemiologiche ufficiali. Sarebbe molto interessante, a scopi statistici, avere i dati delle persone che NON seguono l'iter classico. Ma forse tali dati, per qualcuno come le case farmaceutiche, potrebbero essere controproducenti…

Torniamo al discorso di prima, e cioè alle statistiche oncologiche del 50%. Innanzitutto non sono 50% le guarigioni, perché usando i dati ufficiali Istat della mortalità per tumori in Italia nell'anno 2002, risulta che i decessi sono stati:

- 162.201 persone, così suddivise: uomini: 92.906 e donne: 69.295;

Mentre l'incidenza di nuovi casi di tumori, sempre in Italia e sempre dati ufficiali, sono stati:

- 250.000 persone, così suddivise: uomini: 135.000 e donne 117.000.

Quindi a fronte di 250.000 nuovi malati di cancro, ne muoiono ogni anno oltre 162.000. Per cui se la matematica non è un'opinione, la percentuale di morte è del 64,8%, e di conseguenza, la percentuale di sopravvivenza è del 35,2%, ben lontana da quel 50% propagandato !!! Purtroppo non finisce qua: la percentuale appena estrapolata è ancora più bassa nella realtà, perché gli oncologi, nelle loro elucubrazioni matematiche commettono errori grossolani di distrazione (diciamo così dando il beneficio del dubbio….). Il famoso 50%, che abbiamo visto essere intorno al 35%, si riferisce alla media aritmetica di diversi tipi di tumore, che possono avere guarigioni che vanno dal 97% ad un 3%.

Mi spiego meglio.

Vengono sommate le percentuali di guarigione di tumori diversi con percentuali ovviamente diverse la cui media risulta – sempre casualmente - più alta. Iniziate a capire il triste giochetto ? Se non credete alle mie parole, sentite cos’ha dichiarato Francesco Bottaccioli (membro dell'Accademia delle Scienze di New York, docente di Psico-oncologia alla facoltà “ La Sapienza ” di Roma): “Il 50% di cui parlano gli oncologi non è effettivamente la metà del numeri di malati di tumore, come si è indotti a credere, ma la media delle varie percentuali di guarigione dei diversi tipi di cancro. Per capirci, si somma, per esempio, l'87% di guarigione del cancro al testicolo con il 10-12% di quella del polmone e si fa la media delle percentuali di guarigione, non calcolando che i malati di carcinoma al testicolo sono solo 2000 l'anno, mentre le persone che si ammalano di tumore al polmone sono attorno alle 40.000” [1]

Effettivamente se vengono conteggiate le guarigioni di 100 persone, di cui l'87% di loro hanno avuto il cancro al testicolo e 12% al polmone, il totale della media aritmetica delle guarigioni fa saltare fuori magicamente il 50% (87+12=99, diviso 2 si ottiene circa 50, in percentuale assoluta). Ma non è assolutamente così perché il tumore al polmone NON ha una guarigione del 50% ma bensì del 10-12% e colpisce venti volte di più rispetto a quello al testicolo ! Se al posto del tumore al testicolo si mette, e viene messo, il carcinoma capsulato della tiroide che ha una sopravvivenza del 90% il risultato non cambia: sempre 50% di sopravvivenza !

Ma non è tutto.

Spesso, sempre per errore di superficialità (?), gli oncologi includono nelle statistiche (già di per sé erronee, come è stato dimostrato) anche “neoformazioni che non sono affatto tumori, inquinandone ulteriormente l'affidabilità. Come per esempio accade per i polipi del colon-retto o per le formazioni displastiche del seno” [2] Quindi per gonfiare a proprio tornaconto i numeri, vengono da una parte inserire patologie che non c'entrano poco o nulla con il cancro, e dall'altra esclusi i malati che dopo il trattamento ufficiale muoiono per esempio entro i primi giorni di cura: “questi vengono etichettati come decessi prematuri”[3] e non conteggiati come elementi a sfavore. È bene sapere anche che le terapie oncologiche usate nelle statistiche hanno una durata di 5 anni, quindi se una persona muore entro il 5° anno è un caso negativo, ma se il decesso avviene il 5° anno più un giorno, non viene conteggiato come caso negativo ma rientra come guarigione !

Inganno nell'inganno.

Avrete capito che si tratta di statistiche illusorie, per cui anche la percentuale di sopravvivenza, quel 35,2% saltato fuori prima, è ancora più basso nella realtà. Purtroppo. Ma perché veicolano questi dati, e soprattutto perché lo fanno ? Ignoranza, malafede, interessi economici, baronie e cattedre da conservare ? Ognuno tragga le proprie personali conclusioni, la cosa importante è comprendere che oggi come oggi il cancro è una malattia non curata con le metodologie della scienza ufficiale.

Sentite le parole di Paolo Vineis, esperto del Servizio di epidemiologia dei tumori presso l'Ospedale Maggiore e l'Università di Torino, “circa due terzi delle persone affette da tumore vanno incontro a un esito letale”[4] Due persone su tre, che seguono la prassi medica ortodossa, ha un esito letale ! E allora cosa fare ? Nessuno ha la ricetta magica, tanto meno il sottoscritto, ma se questi sono i dati della medicina ufficiale – quelli veri - non è forse ora di cambiare strada ?

La “guerra al cancro”, dichiarata al mondo intero da Richard Nixon lo stesso anno (siamo nel 1971) che vennero aboliti i trattati di Bretton Woods (affermando pubblicamente la bancarotta dell'impero statunitense) è stata un fallimento totale. Il Prof. John Christian Bailar III, insigne professore di Epidemiologia e Biostatistica alla McGill University ha dimostrato con dati del National Cancer Institute (l'Istituto Nazionale del Cancro) che “nel 1962 negli USA morivano 277.000 persone, nel 1982 ne morivano 434.000” [5].

In pratica gli ultimi trent'anni di guerra al cancro sono stati un fallimento, e non ci vuole tanto per capirlo: basta osservare le persone attorno a noi. Quindi è arrivato il momento - eccome se è arrivato - di cambiare direzione. Un cambio che necessita di una presa di coscienza enorme da parte di tutti noi, di una presa di coscienza che l'essere umano NON è composto solo da cellule e organi, che ad un certo punto impazziscono per qualche motivo ignoto, iniziando a moltiplicarsi in maniera caotica e casuale.

La scienza vorrebbe farci credere questo, ma non è assolutamente così.

L'uomo è composto anche da parti molto più sottili (ma altrettanto influenti e importanti nella globalità dell'Essere). Quelle parti che gli stessi medici - esperti matematici come abbiamo visto - non possono e non vogliono accettare per ovvi motivi e/o interessi. Questo cambio culturale, necessità anche di un'altra presa di coscienza: la responsabilità individuale ! Tutti noi dobbiamo diventare molto più responsabili della nostra salute e malattia, prendendo in mano la vita in tutto e per tutto, anche e soprattutto nelle cose che non ci piacciono o che danno sofferenza. Basta dare la colpa a questo o a quell'agente esterno: al batterio, al virus o al gene impazzito.

Decenni di indottrinamento hanno portato la società moderna ad usare pillole per ogni evenienza, senza porsi alcuna domanda, senza chiedere spiegazioni, ma fidandosi totalmente degli esperti in camice bianco. Hai mal di testa ? pillola; dolore ? pillola; tumore ? chemio, ecc. In questo modo abbiamo perduto la conoscenza (che se trasformato diventa coscienza) del nostro corpo e dei segnali che esso ci invia. Tornando ad ascoltare di più la nostra parte fisica, con la consapevolezza olistica anche delle parti più sottili (mente, anima e spirito) e della loro influenza; prendendo in mano la nostra vita con responsabilità, vedrete che anche malattie come il tumore assumeranno un aspetto diverso da come oggi vengono viste e combattute.

In fin dei conti se la malattia, anche la più terribile, insegna qualcosa, come affermano le grandi culture millenarie del passato, come facciamo ad apprendere se distruggiamo tutto (comprese le cellule sane) con bombe chimiche o radiazioni ? Per ultimo, ma non per importanza, siccome la strada portata avanti da oltre trent’anni dalla medicina ufficiale ha visto crescere costantemente ma inesorabilmente i tumori (nel 1990 in Italia i morti totali per tumore sono stati 147.869 - 86.805 uomini e 61.064 donne nel 2002 ben 162.201, dati Istat), chi mi dice che cambiando indirizzo e soprattutto cambiando approccio le cose non miglioreranno ? Nessuno, ma almeno proviamo per credere. E poi, scusate: abbiamo qualcosa da perdere ? Semmai quelli che ci perdono veramente, in termini economici e di prestigio, non siamo certo noi…

[1] “Inchiesta sul cancro”, pubblicata da Il Giornale nel 1998.
[2] “Il cancro è un fungo”, Tullio Simoncini, ed. Lampis.
[3] Idem.
[4] “Aggiornamento sulla terapia dei tumori” Rocca di Bentivoglio, Bazzano (Bo), XI° fiera della salute, 21-29 giugno 1997.
[5] “Un po’ di verità sulla Terapia Di Bella”, Vincenzo Bracatisano, ed. Travel Factory.

Tratto da www.disinformazione.it / dicembre 2006



 

Raffreddori e Influenze

 

Chi avrebbe detto che la comune acqua ossigenata ha la capacità di eliminare i comuni raffreddori ed influenze con percentuali di successo intorno all’80%, specialmente se usata appena si manifestano i sintomi.

In più è totalmente non-tossico e il trattamento costa pochi centesimi.

Paragoniamo la sua efficacia a quella dei vaccini: il CDC (Center for Disease Control) di Atlanta, USA ha ammesso che il vaccino antinfluenzale dell’inverno 2004- 2005 ha avuto “nessuna o minima efficacia” contro l’influenza o contro malattie che causano sintomi influenzali.

La stessa storia era accaduta l’inverno precedente (2003-2004), dove il solito CDC (1) aveva rivelato che, a seconda di come i dati sono analizzati, il vaccino aveva protetto dallo zero al 14 percento delle persone vaccinate.

Mah, se questo non è sufficiente a svegliarci...  r. lampis www.movimentoconsensus.org

 

Dal dr. Mercola (2)

Nel 1928 il dr. Richard Simmons suggerì che il virus dell’influenza entrasse nel corpo dal canale auricolare, non attraverso gli occhi o il naso o la bocca come si crede ancora oggi.

Ma la sua supposizione fu ridicolizzata dalla comunità medica.   

 

Mantenere le dita lontane dai padiglioni auricolari riduce grandemente le possibilità di contrarre il virus del raffreddore, ma dato che queste “particelle” sono microscopiche e viaggiano anche nell’aria, una volta entrati nella relativa quiete dei padiglioni auricolari possono iniziare la loro moltiplicazione e diffondersi da lì in tutto il corpo.

 

Nel 1938 dei ricercatori tedeschi ottennero dei risultati eclatanti contro raffreddori ed influenze usando il perossido d’idrogeno (la comune acqua ossigenata), ma i loro successi sono stati ignorati per quasi 70 anni (naturalmente, la causa è sempre lo strapotere delle cause farmaceutiche. Con l’”aspirina” esse ci guadagnano, con l’acqua ossigenata no. Ancor peggio, il farmaco maschera il problema, mentre l’acqua ossigenata lo risolve - n.d.r.). 

 

Con l’acqua ossigenata è importante iniziare il trattamento appena compaiono i sintomi. Siamo arrivati a risultati eclatanti contro raffreddori ed influenze anche dopo sole 12-14 ore dalla somministrazione di poche gocce (anche solo tre) di perossido d’idrogeno al 3% (H2O2) in ciascun orecchio infetto (a volte, solo un orecchio è infetto), prese con il corpo nella posizione sdraiata.

 

L’acqua ossigenata inizia ad agire sui virus entro 2 o 3 minuti. La sensazione comune è quella d’aver messo nell’orecchio dell’acqua fredda, con un leggero solletico causato dalla formazione delle bollicine d’ossigeno (la cui utilità è quella d’attaccare gli eventuali virus presenti). 

 

Dopo circa 10 minuti ci si può alzare, rimuovere l’acqua dal padiglione e ripetere con l’altro orecchio.

Il metodo è perfettamente sicuro anche per bimbi piccoli, benché la formazione delle bollicine nell’orecchio possa spaventarli. Tenere la soluzione lontana dagli occhi. Tenere la soluzione lontana dagli occhi. Se c'è contatto con l'organo, sciacquare abbondantemente.

dr. Mercola

(1) http://www.cdc.gov/mmwr/preview/mmwrhtml/mm5301a3.htm 

(2)http://www.mercola.com/2002/mar/13/hydrogen_peroxide.htm

 

Altri usi dell’acqua ossigenata

 

A cos’altro serve l’acqua ossigenata al 3%?

Puoi usarla in cucina, per eliminare i batteri senza esporti a sostanze chimiche tossiche presenti nei costosi liquidi venduti al supermercato.

E’ anche notevolmente utile per lavare la frutta e i vegetali (usata in una bottiglietta spray, come quella usata per inumidire la biancheria prima di stirarla). Risciacquarli quindi con acqua corrente.

 

In combinazione con l'aceto bianco, anch'esso usato in uno spray, dei test condotti dal Virginia Polytechnic Institute hanno dimostrato l’eliminazione totale della Salmonella e di E. coli da cucine contaminate con questi batteri. Un risultato del genere è superiore a qualsiasi liquido da cucina o candeggina in commercio.

 

Per l’igiene orale è anche utile conservare lo spazzolino da denti in un bicchiere pieno di acqua ossigenata.

 

Per quelli che desiderano documentarsi ulteriormente sul collegamento tra l’acqua ossigenata e la salute è consigliato il libro, in inglese, "Hydrogen Peroxide, medical miracle": (http://www.amazon.com/exec/obidos/ASIN/9962636256/healingdailyc

-20).

 

Un vaccino inutile ha distrutto per sempre la vita di un bambino

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www.mercola.com

Si dice che una foto sia in grado di trasmettere emozioni ed informazioni più di quanto possano mille parole.
Mi è venuto questo pensiero, quando qualcuno mi ha mandato queste immagini, dolorose, di un bambino storpiato per sempre, semplicemente perché i suoi genitori credevano di proteggere la sua salute facendolo vaccinare, senza ragione, contro l’epatite B.

Un bambino una volta felice è ora un guscio storpio, grazie alla pratica criminalmente negligente di “proteggere” infanti con un vaccino contenente thimerosal, un conservante che contiene quasi il 50% di mercurio etilico, una neurotossina molto potente.

La ragione, incredibilmente insana, che la medicina convenzionale usa per giustificare la vaccinazione di bimbi dall’epatite B?
Per proteggerli da una malattia che si può acquisire attraverso l’uso di droghe somministrate per via endovenosa, le attività sessuali promiscue, o le trasfusioni di sangue.

Comunque sia, solo 5,000 americani sono affetti da questo tipo di epatite.
Per di più, questa “protezione” altamente pericolosa svanisce entro sette anni nella metà dei bambini trattati.

Se ti stai chiedendo se vaccinare il tuo bambino, prima di farlo ricerca per favore le più di 800 pagine – gratis – nel mio sito, usando il motore di ricerca Google in cima alla pagina, semplicemente digitando la parola “vaccine” (le pagine sono in inglese, n.d.t.).
Ti garantisco che non te ne pentirai.
Dr. Mercola
www.mercola.com

tradotto da rinaldo lampis  http://www.communicationagents.com/rinaldo_lampis/index.htm

Notizie di salute :

 Fate attenzione ai vaccini sopratutto a quello dell'epatite b il vaccino contiene alluminio e mercurio metalli altamente tossici per il nostro organismo sopratutto per il sistema immunitario,uno dei effetti che si nota subito é la caduta dei cappelli poi modifica la genetica dell'uomo che significa generazioni future sempre più deboli e attaccabili da nuove malattie,i bambini nascono sani e forti,si ammalano raramente e guariscono in poco tempo con l'eccezione di quelli vaccinati.ogni giorno 5.000 neonati e dodicenni vengono vaccinati in italia contro l'epatite b.per approvare la legge che ha reso obbligatorio il vaccino de lorenzo ha ricevuto 600 milioni dall'industria farmaceutica che lo produce,la tangente é storia vecchia ma la legge è rimasta e le vendite del vaccino continuano indisturbate gli stati americani bandiscono i vaccini contenenti mercurio l'italia continua ad usarli.

 12 motivi per riflettere prima di vaccinare

 1 il vaccino contiene sostanze nocive

2 indebolisce il sistema immunitario

3 provoca nuove malattie

4 attiva, modificazioni genetiche

5 l'epatite b é una malattia rarissima

6 l'epatie b è una malattia innocua

7 il rischio di ammalarsi di epatite b per i bambini è quasi inesistente

8 l'epatie b stava già scomparendo prima della vaccinazione

9 le industrie produttrici ammettono danni gravissimi e molto frequenti

10 il vaccino antiepatite b intacca le difese dell'organismo predisponendo a varie e gravi malattie di tipo degenerativo come la sclerosi multipla e del sistema immunitario

11 il vaccino é privo di una sperimentazione scientifica

12 l'obbligarietà é frutto di tangenti politiche

Intolleranze Alimentari

Ultimamente ci troviamo di fronte ad un forte aumento di persone con problemi di intolleranze alimentari.

Questo è dovuto al fatto che sempre più spesso non sappiamo cosa introduciamo nel nostro corpo e  spesso i cosiddetti  cibi composti (come li chiamo io) sono pieni di tutto tranne le materie prime .

Prendiamo per esempio delle semplici merendine. Andate a leggere gli ingredienti& Troverete un sacco di nomi strani di cui non sapete assolutamente di cosa si tratta. Spesso tutti quei nomi celano prodotti chimici dannosi al nostro organismo.

 

Come facciamo a capire che il nostro corpo non tollera più determinati cibi?

 

Prima di effettuare delle analisi, bisognerebbe imparare ad ascoltare il nostro corpo. Esso ci manda spesso degli impercettibili segnali, che col tempo si acutizzano e diventano cronici tanto da non accorgersi più che quel disturbo a lungo andare puo provocare danni irreversibili.

 

Vi faccio un esempio pratico:

Se prendete ad esempio una piantina, la annaffiate, la fertilizzate, ci mettete ogni tipo di prodotto sul mercato per rinvigorirla e per farla diventare più bella, prima o poi quella piantina non ne potrà più di ricevere tutte quelle sostanze a lei estranee e morirà.

Ovviamente su di noi non è così drastica la questione, ma basta che noi assumiamo un particolare alimento tutti i giorni per poi far diventare saturo il nostro corpo e dare così delle reazioni di intolleranza, lo dice la parola stessa: il nostro corpo non tollera determinati cibi.


Un certo cibo può farvi male senza che voi lo sappiate.

Molti di voi non sono malati in modo specifico, ma soffrono di persistenti disagi e disturbi di cui non riescono a venire a capo. Ebbene, molti di voi possono in realtà soffrire di una intolleranza alimentare, cioé essere intolleranti ad uno o più di quei cibi che quotidianamente trovano a tavola. Tali persone solitamente accusano questi disturbi per anni e anni, provando ogni tipo di cura (anche le cosiddette "alternative") senza poter accorgersi che tutto può dipendere da un certo alimento mal accetto dal loro organismo.

Stanchezza cronica, cefalea, asma, dermatiti... possono essere tutti sintomi di una intolleranza alimentare, vale a dire reazioni del vostro organismo ad alimenti presenti normalmente nella dieta: cibi comuni, insospettabili, ma che costituiscono uno stimolo tossico capace di dare luogo a varii e numerosi disturbi.

Praticamente qualunque organo o sistema può essere interessato:

 

·        Cefalee, emicranie, nevralgie

·        Allergie, asma, rinite, eczemi

·        Dermatiti, orticaria, psoriasi, acne

·        Sovrappeso, obesità, cellulite

·        Coliti, colon irritabile, meteorismo, costipazione, diarrea

·        Dismetabolismi, diabete

·        Ipotiroidismo, ipertiroidismo

·        Micosi, candida

·        Dismenorree, disturbi del ciclo, perdite vaginali

·        Artrite reumatoide, artriti

·        Aritmie cardiache, palpitazioni, ipertensione

·        Disturbi del comportamento, dell'attenzione

·        Astenia cronica, depressione, labilità d'umore

·        Vertigini, insonnia, agitazione notturna

 

La lista è in realtà più lunga, poiché nessun organo è immune dai danni provocati da una ipersensibilità di questo tipo.

D'altra parte non è facile scoprire l'alimento tramite il comune buon senso (per esempio: "appena mangio questo sto male") perché l'effetto dell'intolleranza non è immediato (come lo è invece per le allergie), si cumula nel tempo, e non è facilmente ricollegabile al cibo che la determina. Quindi la correlazione fra alimento sospetto e disturbo non è così evidente come nelle allergie, ma è subdola e difficilmente identificabile, se non con particolari metodiche di indagine.

 

L'intolleranza alimentare non è esattamente un'allergia, ma può mantenere in piedi un'allergia vera e propria (ai pollini, agli acari, ecc.): per esempio una persona può soffrire di asma allergica "da graminacee" senza sapere che in realtà è intollerante ad un certo alimento, magari al pomodoro o al frumento, che gli stimola la sensibilità allergica.

 

Ma allora perché i comuni esami allergologici non hanno rivelato ciò? Perché le intolleranze non sono IgE-mediate, vale a dire seguono meccanismi biochimici diversi da quelli delle allergie, senza produzione di IgE, per cui sfuggono agli esami standard. Quindi analisi come il Prick, il Rast, ecc., non sono adatti a scoprire questo tipo di ipersensibiltà. Esistono invece delle nuove metodiche che riescono ad individuare questo tipo di disturbo: oggi infatti è possibile identificare quali cibi siano realmente dannosi per il vostro organismo, tramite il Test delle Intolleranze Alimentari.

 

Il test si basa sui principii della Kinesiologia Applicata, la branca della medicina che studia e misura il tono muscolare nelle varie condizioni fisiologiche e patologiche. La misurazione delle variazioni di tono muscolare (che si verificano quando il paziente ingerisce la sostanza da testare o ne è a contatto) consente di valutare con molta precisione il grado di sensibilità verso quella stessa sostanza. Apparecchiature elettroniche controllate da computer consentono di amplificare ed evidenziare la risposta. Il test consente di indagare oltre 120 fra sostanze ed alimenti con le quali comunemente venite a contatto quando mangiate, e inoltre possiede numerosi vantaggi rispetto ai comuni esami:

 

·        è del tutto innocuo

·        è assolutamente indolore

·        non richiede prelievi di sangue

·        non richiede scarificazione della pelle

·        è di semplice e rapida esecuzione

·        è ripetibile a piacimento

·        l'esito è immediato

·        è di elevata sensibilità (si ottengono informazioni non ottenibili con i comuni esami, poiché scopre le sensibilità nascoste e mascherate)

·         

Le intolleranze alimentari, oltre ad essere diagnosticate, possono anche essere curate tramite una terapia individualizzata che consiste in:

 

·        Rimozione dei fattori predisponenti (sono molteplici e devono essere attentamente individuati durante la visita)

·        Dieta di eliminazione (sospensione per un periodo limitato del consumo dell'alimento "incriminato", fino a successiva reintroduzione dello stesso)

·        Trattamento omeopatico di fondo (la medicina omeopatica facilita il recupero della normale funzionalità e rinforza il sistema immunitario nonché la costituzione stessa del paziente)

·        Supplementazione nutrizionale (integrazione vitaminica e oligoterapica)

 

I disturbi possono scomparire molto rapidamente, già all'inizio del periodo di correzione dietetica, per non comparire neanche se il paziente riprende le precedenti abitudini alimentari (se ovviamente le cause sono state rimosse). A volte i miglioramenti sono sorprendenti, e, mano a mano che la salute migliora, il paziente acquista fiducia, il sistema immunitario si rinforza ed il corpo diventa sempre meno sensibile allo stress, a tutto vantaggio della qualità di vita. Nel giro di qualche mese l'organismo si sarà "ripulito" dalle "informazioni" patologiche evocate dall'alimento, e ci si può gradualmente cibare con tranquillità di quegli alimenti che prima facevano star male.

 

 

 

Per quanto concerne la mia esperienza personale, ho scoperto di essere intollerante più di un anno fa.
Ero la classica ipocondriaca, ne avevo sempre una& Una volta il mal di testa, una volta una disfunzione ormonale, pigra, in sovrappeso senza mangiare più del normale& e tanti altri.

Non avevo mai pensato alle intolleranze quando un giorno mi sono comparsi sul corpo dei fastidiosissimi brufoletti rossi sottocutanei. Il prurito era indescrivibile e nemmeno dopo un antistaminico la cosa era passata. Mi rivolsi ad una amica che aveva avuto lo stesso problema anni prima e mi mandò da una brava dottoressa omeopata che aveva risolto i suoi problemi!

Dopo la visita è venuto fuori che effettivamente avevo moltissime intolleranze alimentari.

Ho iniziato ad eliminare tutti i cibi incriminati, a prendere le medicine omeopatiche e..credetemi o no io ora non ho più niente!Persino il mio problema ormonale(che nemmeno con la pillola era andato a posto!!)si è miracolosamente normalizzato!!Non ho più mal di testa, ho acquisito vitalità, positività e voglia di vivere!Ho perso 10 kg tutti d un botto e non li ho più ripresi!

 

Pensateci se avete qualche sintomo poiché spesso anche un cibo che sembra innocuo può dare molti problemi!

Ogni 3 / 4 mesi rifaccio la visita e il test e piano piano sto ri introducendo tutti gli alimenti a cui ero intollerante.

Ho cambiato vita, mi sento diversa e consiglio a tutti di controllarsi e avere un po più di cura del proprio corpo!

 

Se volete avere altre informazioni o solo consultare la mia dottoressa contattatemi, vi darò tutte le informazioni del caso!

 

Ringrazio André che mi ha dato la possibilità di portare la mia testimonianza di questo problema molto diffuso ma poco conosciuto!!

 

Rosanna Mestice

rmestice@inwind.it

 

per altre info: http://www.allergieonline.it

 il fuoco sacro